Un futuro migliore per i giovani sfollati a Khartoum

SONY DSC Si è concluso con una grande festa, ieri, il progetto CLARIS III – Community Livelihood and Rural Industry Support finanziato dalla Cooperazione Italiana e realizzato da UNIDO. La cerimonia di chiusura del progetto, alla presenza delle autorità locali, dell’Ambasciatore Armando Barucco, del Direttore dell’Ufficio di Cooperazione, Alberto Bortolan, e dei rappresentanti di UNIDO, Aurelia Calabrò e Khaled El Mekwad, ha visto la partecipazione di tutti i beneficiari di uno dei Centri di Formazione Professionale, che hanno danzato e raccontato le loro esperienze di vita. Persone come Izzedin costretto a fuggire dal Sud Kodofan e a rifugiarsi a Khartoum in cerca di lavoro e sicurezza per sè e la sua famiglia; o come Ekram cresciuta in un campo nella periferia di Khartoum dai primi anni novanta, in seguito allo scoppio del conflitto in Sud Kordofan. Izzedin ed Ekram hanno narrato le loro storie di sofferenza e riscatto raggiunto grazie ai corsi di formazione professionale organizzati da UNIDO nell’ambito del progetto CLARIS III. L’Italia ha sostenuto l’iniziativa con un contributo totale di 0.9 M di Euro con l’obiettivo di migliorare le condizioni socio-economiche degli sfollati interni, attraverso il rafforzamento delle capacità professionali e delle opportunità lavorative nello stato di Khartoum. CLARIS III ha cercato di ridurre il tasso di disoccupazione fra i giovani sfollati realizzando corsi di formazione che rispondono alle esigenze del mercato locale, compresa un’attività pilota, rivolta specialmente alle donne, per lo sviluppo di cooperative per la produzione agro industriale della moringa. Molte giovani donne erano presenti all’evento, con i loro bambini, entusiaste e orgogliose di mostrare i certificati di diploma consegnati loro dall’Ambasciatore italiano e dalle altre autorità.  

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese, Arabo

Archivio
Questo articolo è stato pubblicato in News.