Promozione del diritto alla Salute: la chiave di accesso a un diritto per tutti

le donne durante la giornata di attivita'

Le donne del villaggio mentre ricevono i beni ditribuiti

Diversi dipartimenti del Ministero della Salute, tra cui quello di Salute riproduttiva, Promozione della Salute, Salute Primaria e per il Programma per le Vaccinazioni (EPI), si sono uniti agli impegni dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e delle Autorita’ locali per la realizzazione di un servizio sanitario sul campo con un particolare riguardo alle donne incinta e in allattamento, insieme ai bambini al di sotto dei cinque anni di eta’. La campagna ha avuto luogo per tre giorni nel mese di luglio nel villaggio di Ummat Remela.
Ummat Remela, a circa 20 chilometri di distanza dalla citta’ di Gedaref, rientra nell’area di copertura del Centro di Salute di Gadamblya, area target delle attivita’ della Cooperazione Italiana nella localita’ di Wasat. Il villaggio, che ha una popolazione di circa 3.400 persone, ha scarse risorse di acqua che limitano le attivita’ agricole e una frequente condizione di isolamente e di poca accessibilita’ durante la stagione delle piogge. Entrambi i fattori hanno contribuito ad accrescere la sua condizone di poverta’ ed e’ per questo che e’ stato riconosciuto come zona rossa dal Dipartimento di Nutrizione, che lo ha proposto come candidato per ricevere un sostegno e un monitoraggio regolare da parte dello stesso.
Queste attivita’di sostegno sanitario sono state progettate dal Ministro della Salute di Gedaref, con il supporto tecnico e finanziario della Cooperazione Italiana, e hanno compreso anche un pacchetto completo di servizi sanitari, tra cui cure prenatali, vaccinazioni, controlli sulla nutrizione, prescrizioni e distribuzione di medicinali gratuiti, il tutto armonizzato in una campagna di sensibilizzazione sulla promozione della salute. Il personale sanitario, ostetriche e assistenti sanitari, hanno offerto servizi di salute riproduttiva e clinica.

Un bambino durante l'esame

Un bambino riceve il MUAC test per la valutazione del rischio malnutrizione

Circa un migliaio le persone che vi hanno preso parte nei tre giorni di attivita’, tra cui circa 800 donne, 120 bambini e un’ottantina di uomini. Allattamento al seno, malaria, diarrea, salute ambientale, incompatibilita’ riproduttiva e attenzione all’ igiene personale, sono stati i temi affrontati nella campagna e seguiti dai partecipanti.
Anche diversi controlli medici tra cui il MUAC test, per la valutazione del rischio di malnutrizione, sono stati effettuati su 60 donne incinta e in allattamento e su 194 bambini al di sotto dei cinque anni: ad 11 e’ stata riscontrata una severa malnutrizione, a 44 una moderata mentre a sole 7 donne e’ stata diagnosticata una moderata malnutrizione.
Proprio per combattere la malnutrizione, sono stati distribuiti circa 600 Plumpy –Nut, un composto alimentare ba se di burro di arachidi da 500 calorie, che consente di riprendere peso in tempi rapidi, oltre a medicine per prevenire la carenza di ferro in gravidanza e zanzariere. Tra gli altri servizi anche le vaccinazioni antitetanica per donne incinta.
L’evento e’ un esempio di collaborazione attiva dell’AICS con le autorita’ locali, dove ogni attore svolge un preciso compito per la realizzazione della campagna e dei servizi offerti ai piu’ bisognosi. Il successo di Ummat Remela ha infatti incoraggiato le autorita’ per ulteriori campagne in altre localita’ e in modo piu’ cadenzato.

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