Nuove tecniche di semina per un raccolto piu’ produttivo

Pierpaolo Bergamini dello staff d'AICS con agli agricoltori dopo il training

Pierpaolo Bergamini dello staff dell’AICS con gli agricoltori dopo il training

La maggior parte degli agricoltori nel Sudan Orientale si affida a tecniche tradizionali per la semina, che orami hanno provato di essere inefficaci per un raccolto sufficiente. L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, nell’ambito del Poverty Alleviation Project per gli Stati di Kassala e Red Sea, e’ attualmente al lavoro anche per la realizzazione di giornate di formazione per gli agricoltori del luogo al fine di promuovere nuove tecniche di semina per incrementare la produzione, e conseguentemente di migliorare le condizioni di vita degli stessi agricoltori e delle loro comunita’.
Nei campi di Arkaweet, Okar e Haya, nello stato del Mar Rosso, prima della stagione delle piogge mentre nello stato di Kassala, successivamente, sono stati realizzati questi training. Otto varieta’ di pomodori europei sono stati piantati nelle seminiere, per scegliere poi la varieta’ piu’ produttiva e piu’ rispondente alle condizioni climatiche del Sudan orientale, insieme agli agricoltori locali. Per le stesse ragioni sono state piantate anche tredici varieta’ di cipolla, provenienti sempre dall’Europa, anche per arricchire il mercato locale. Inoltre, buone pratiche per l’agricoltura sono state illustrate ai partecipanti al fine di migliorare i livelli di produzione, e per aggiornare gli stessi su nuove tecniche di coltivazioni e metodi per proteggere le nuove semine da piante infestanti, in particolare il mesquite.
Questa, infatti, venne introdotta in Sudan negli anni 20’ del secolo scorso, e successivamente arrivo’ anche negli stati orientali, per le sue capacita’ di resistere alla siccita’ e di arginare la formazione di nuove dune di sabbia. Solamente con il passare del tempo, si e’ constatato che la pianta aveva una natura infestante, capace di assorbire la gia’ poca acqua disponibile e lasciando quindi ha secco tutti gli altri tipi di piante.
Questo spiega perche’ sono stati donati agli agricoltori anche una serie di attrezzi, comprese vanghe e strumenti vari per la potatura, per il mantenimento dei loro campi e delle aree circostanti.

Bergamini d'AICS, sta dirigendo gli agricoltori durante il training

Bergamini dell’AICS durante una dimostrazione delle tecniche agricole

Introdurre appropriate tecniche di agricoltura, come aggiungere il carbone nel terreno per aumentarne la capacita’ di retenzione, ampliare le modalita’ per combattere le piante infestanti e le malattie delle stesse, come il trattamento con l’olio di Neem o il sapone di marsiglia, sono stati tra gli aspetti considerati negli incontri dedicati alla formazione, che hanno incoraggiato un miglior uso della terra per la coltivazione.
Il lavora dell’Agenzia e’ sempre stato fondato su una forte collaborazione dei beneficiari finali, cercando di coinvolgerli al meglio in ogni suo intervento. A conferma di questo approccio, le giornate di formazione hanno avuto come fondamento una fiducia reciproca tra lo staff AICS e la comunita’ Agricola: nata da una presenza sul campo e un dialogo volto ad ascoltare le necessita’ stesse degli agricoltori. Un esempio di questa stretta relazione e’ stata da un atteggiamento proattivo degli agricoltori di Okar. Questi ultimi hanno utilizzato gli strumenti ricevuti in dono per sradicare il mesquite e con I rami dello stesso si sono premurati di proteggere le piante seminate dal pascolo libero delle capre. Una tecnica antica per proteggere quella nuova a testimonianza di una voglia di crescere, ancora.

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