L’Italia finanzia le attivita’ dell’UNICEF in Sudan: Prevenzione e controllo della malnutrizione nello Stato di Red Sea

L’Ambasciatore d’Italia Fabrizio Lobasso e il rappresentante di UNICEF Mr. Abdullah A. Fadil durante la cerimonia

Khartoum, 25 Ottobre 2016: Il Governo Italiano, attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, donera’ €500,000 per un nuovo progetto implementato da UNICEF nello Stato di Red Sea.
Il progetto, della durata di 12 mesi, sara’ realizzato in 5 province dello Stato orientale con l’obiettivo di prevenire e controllare la malnutrizione nella regione, con particolare attenzione ai minori 0-5 anni e donne in fase di allattamento e in gravidanza.
Attraverso il contributo italiano, UNICEF dovra’ fornire assistenza tecnica e supporto al Ministero della Sanita’ dello Stato di Red Sea, suo principale partner nella regione.
l Rappresentanti di UNICEF, Mr. Abdullah A. Fadil, e del Governo italiano, Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia Fabrizio Lobasso, si sono incontrati presso l’Ufficio di Khartoum dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo per la cerimonia di firma dell’accordo. L’Ambasciatore Lobasso ha espresso grande soddisfazione per questo impegno reciproco ed ha sottolineato l’importanza di facilitare l’accesso a sistemi integrati che combatano denutrizione e malnutrizione, problematica su cui il Governo italiano ritiene importante agire: “L’Italia si e’ sempre impegnata a migliorare le condizioni di vita della popolazione Sudanese e questo progetto apre nuove opportunita’ per i gruppi vulnerabili della regione”.
Mr. Abdullah A. Fadil ha dimostrato tutta la sua gratitudine per l’importante contributo italiano in questo campo: “Il progetto ‘Prevenzione e Controllo della Malnutrizione nello Stato di Red Sea’ ci offre una grandissima opportunita’ per instaurare una duratura collaborazione sul tema della nutrizione, come parte di una piu’ ampia, olistica risposta nei confronti dei bambini negli Stati orientali. Il focus sulla prevenzione e’ di particolare importanza nel collegare le attivita’ di emergenza e di sviluppo. Vorrei sinceramente ringraziare e congratularmi con il Governo e la popolazione italiana per il loro ruolo di pionieri nel promuovere la prevenzione della malnutrizione nel lungo termine”.

Acqua per gli esseri umani e per gli animali

Vacche e capre bevono da una fonte riabilitata dalla CI

Vacche e capre bevono da una fonte riabilitata dalla CI

L’acqua è un elemento imprescidibile per la sopravvivenza , come per gli esseri umani anche per le piante e animali. E nelle aree non urbanizzate, dove la maggioranza qui in Sudan sono pastori o agricoltori, la ricerca di migliori condizioni di vita puo’ avvenire solo attraverso un ambiente florido.
Tuttavia le eccessive temperature di alcune località nel Sudan orientale, rendono le attività agricole in queste zone estremamente difficili , spingendo, di conseguenza, la popolazione in estrema povertà.
Tali vincoli ambientali in aggiunta alla mancanza di un sistema adeguato di infrastrutture per la conduzione dell’acqua, ha richiesto un maggiore intervento dell’ Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo proprio nella regione.
Un sistema idrico, costituito da pozzi riabilitati e di nuovi, generatori e pompe per l’acqua, è stato realizzato dal team dell’ AICS in diverse areee, dove la stessa e’ gia presente con diverse iniziaitive, nel Sudan Orientale tra cui Haya, Timbrai e Hamashkoreeb .
Dopo mesi di lavoro, l’acqua ha iniziato a scorrere nei tubi riempiendo i pozzi che erano una volta asciutti, raggiungendo campi, persone e animali , tutte in un suo disperato bisogno.

Cooperazione e formazione: 40 nuovi volontari Health Promoters nello Stato del Red Sea

Staff CI insieme ai partecipanti del corso a Sinkat

Staff CI insieme ai partecipanti del corso a Sinkat

Nelle piu’ remote aree del Sudan, la popolazione ha sicuramente ancora bisogno di una percezione dei servizi sanitari come garanzia di una vita piu’ sicura.
Questo spiega perche’ il ruolo degli Health Promoters stia diventando sempre piu’ importante nelle comunita’ locali. L’organizzazione di un corso di formazione per promuovere la salute e’ stato organizzato dal Dipartimento della Salute Primaria, nella scuola di Ostetricia di Sinkat, nello Stato del Red Sea, insieme all’omonimo dipartimento del Ministero statale della Salute, sotto la guida della Coperazione Italiana.
“Il coordinamento integrato tra la Cooperazione Italiana e i dipartimenti di Salute Primaria e le localita’ e’ stato essenziale per ottenere un corso di alto livello, con risultati finali eccellenti. Il prossimo passo e’ la supervisione del lavoro dei nuovi Health Promoters nei loro villaggi!” Con queste parole la dott.ssa Afrah Hamza Salih, direttrice del Dipartimento Statale di Promozione della Salute, ha espresso la sua soddisfazione per i fruttuosi risultati del corso di formazione.

 

I volontari alle prese con la prova finale del corso

I volontari alle prese con la prova finale del corso

Il training ha coinvolto 40 volontari(27 donne e 13 uomini) scelti dai villaggi. Formare persone che andranno a lavorare nei villaggi di appartenenza e’ il percorso piu’ immediato per instaurare una fiducia verso le strutture sanitarie e i servizi che offrono. Promuovere l’accesso ai servizi sanitari di base e’ infatti la loro missione, un dato soddisfacente e’ stato rilevare che piu’ della meta’ dei partecipanti al corso sono state donne.
La formazione ha permesso agli Health Promoters di conoscere in dettaglio i servizi offerti da ogni Centro di Salute (come vaccinazioni, assistenza sulla malnutrizione), guadagnare tecniche di comunicazione e di educazione alla salute, infine come acquisire nuove tecniche di dialogo con la comunita’. Parlare, comunicare con le persone nei villaggi e’ il metodo piu’ affidabile per conquistare la loro fiducia : per questa ragione e’stato previsto un focus specifico sulla comunicazione all’interno del corso. Spesso infatti tradizioni e antichi tabu’ sono gli ostacoli che frenano la popolazione all’accesso di tali servizi. Ora i nuovi Health Promoters sono in grado di informare le loro comunita’ sui benefici dei servizi sanitari e di svolgere un ruolo di mediatore con le istituzioni sanitarie.:fondamentale per coprire la distanza tra le comunita’ locali e le stesse istituzioni. Un tassello che si inserisce pienamente nella costruzione di un distretto sanitario funzionante.
Dopo dieci giorni di corso, gli Health Promoters hanno acquisito le competenze necessarie per preparare un piano mensile di lavoro, finalizzato alla promozione della salute all’interno delle comunita’.

Dr. Elfatih Rabea, General Director of Ministry of Health, delivering his speech during the closing event

Il Dott. Elfatih Rabeh, D.G. del Ministero della Sanita’, alla cerimonia finale

Il lavoro si basa su diversi compiti: quattro visite settimanali domiciliari, una lezione settimanale sulla sanita’ insieme accompagnato da un dibattito aperto, incontri individuali, disitribuzione di materiale promozionale sanitario, una campagna sulla salute dentro la comunita’ che si aggiunge a quella mensile promossa nella piu’ grande localita’.
Il lavoro sara’ supervisionato dalle tre istituzioni – l’Amministrazione Sanitaria delle Localita’, il Dipartimento della Salute Primaria del Ministero e dalla Cooperazione Italiana – attraverso supervisioni sul campo e incontri mensili di valutazione.
In questa occasione, una prima visita sul campo e’ stata fatta subito dopo la celebrazione dell’ Eid, la tradizionale festa che segna la fine del mese del Ramadan, nei villaggi di Tomsai e Naset dove i tre nuovi Health Promoters formati (Karrar Mahmoud, Abdelrahman Mohamad Ali , Ahmad Essa Ali) hanno cominciato le loro attivita’.
All’evento di chiusura del corso di formazione hanno preso parte il Direttore Generale del Ministero della Salute dello Stato del Red Sea, dott. Elfatih Rabeh, il Preside del Community College dell’Universita’ del Red Sea, rappresentanti delle istituzioni sanitarie della localita’ di Sinkat e della scuola di Ostetricia, studenti della Alsharifa Mariam Basic School insieme ad alcuni rappresentanti della Cooperazione Italiana.
La manifestazione e’ stata un pieno apprezzamento di tutti gli sforzi congiunti nell’organizzazione del corso. Nel suo intervento finale il dott. Rabeh ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa per la popolazione della localita’ di Sinkat, ringraziando tutte le isitituzioni impegnate, incoraggiando il pubblico presente a promuovere la salute, con una particolare attenzione a quella materno- infantile.

Esito gara PQHS/CW/05 CIG 6365444290

Esito gara PQHS/CW/05 CIG 6365444290, per la costruzione di strutture sanitarie nella Località di Wasat – Stato di Gedaref, nell’ambito del programma denominato “Promoting Qualitative Health Services in Eastern Sudan


La Cooperazione Italiana in Sudan comunica che i lavori per la per la costruzione di strutture sanitarie nella Località di Wasat – Stato di Gedaref, nell’ambito del programma denominato “Promoting Qualitative Health Services in Eastern Sudan”, sono stati affidati alla ditta Elfadel di Khartoum, in data 24/2/2016.

Esito gara PQHS/CW/04CIG 63655108D46 Lot 2, per la costruzione di strutture sanitarie nella Località di Sinkat – Stato di Red Sea

Esito gara PQHS/CW/04CIG 63655108D46 Lot 2, per la costruzione di strutture sanitarie nella Località di Sinkat – Stato di Red Sea, nell’ambito del programma denominato “Promoting Qualitative Health Services in Eastern Sudan”.

La Cooperazione Italiana in Sudan comunica che i lavori per la per la costruzione di strutture sanitarie nella Località di Sinkat – Stato di Red Sea, nell’ambito del programma denominato “Promoting Qualitative Health Services in Eastern Sudan”, sono stati affidati alla ditta Trade Hook di Khartoum, in data 17/05/2016.

Formazione professionale in Sudan: Un pasto e una speranza per il futuro

 

Pubblicato su La Cooperazione Italiana Informa-Gennaio 2016

Nella zona industriale di Khartoum sorge un centro tecnico di formazione gestito dai padri Salesiani e che ogni anno ospita numerosi ragazzi provenienti dai campi profughi o dalle carceri minorili del paese. Seguendo corsi professionali, anche grazie a fondi italiani, i ragazzi hanno maggiori probabilità di trovare un lavoro e garantirsi un futuro migliore.

Ogni mattina i ragazzi dei riformatori Koba e Geref di Khartoum vengono accompagnati nel centro salesiano “Saint Joseph” per seguire corsi di formazione professionale. Una volta finite le lezioni, prima di essere riportati in carcere, questi ragazzi ricevono sempre un pasto. Le attività rientrano in una nuova iniziativa messa a punto dalla Cooperazione italiana nell’ambito di un programma d’emergenza in corso nel paese africano. La struttura, punto di riferimento per i giovani sudanesi, si trova simbolicamente nella zona industriale di Khartoum e offre formazione professionale nella falegnameria, muratura, meccanica, carpenteria e impiantistica elettrica.

I giovani studenti del Centro Professionale in un momento di pausa

I giovani studenti del Centro Professionale in un momento di pausa

L’obiettivo dell’iniziativa, nata su richiesta del direttore del riformatorio di Geref, non è solo quello di garantire ai ragazzi un pasto sicuro al giorno, ma anche di offrire speranze per un futuro migliore, a fronte del difficile contesto lavorativo che caratterizza la capitale sudanese. I corsi , la cui gestione è stata affidata al centro di formazione consentono di apprendere un mestiere e di ricostruirsi una vita al di fuori delle mura del carcere minorile, una volta scontata la pena. Abbiamo incontrato i responsabili del centro di formazione e alcuni ragazzi che attualmente stanno scontando un periodo detentivo e che seguono i corsi professionali. “La rieducazione dei giovani detenuti e la possibilità di un loro reinserimento nella società sono obiettivi primari per chi organizza queste attività”, ha spiegato padre Johnson, responsabile del centro. “Qui cerchiamo di utilizzare al meglio le risorse disponibili e il generoso contributo della Cooperazione italiana ci ha permesso di migliorare notevolmente la nostra azione per offrire una possibilità in più ai ragazzi di oggi, gli uomini di domani”, ha aggiunto.

Un ragazzo del riformatorio di Koba durante l'esercitazione di saldatura

Un ragazzo del riformatorio di Koba durante l’esercitazione di saldatura

L’accoglienza che ci hanno mostrato è tratteggiata da una curiosità mista a timidezza. Queste emozioni si sciolgono però man mano che la visita prosegue, durante i singoli incontri con i ragazzi dei riformatori. Sono loro a condividere il proprio passato e a descrivere il tempo speso a scuola. Per tutti, la mattina rappresenta il momento più importante della giornata: nel centro imparano un mestiere e tornano a sentirsi uguali agli altri ragazzi che frequentano i corsi, riacquistando quella fiducia ormai persa e imparando ad affrontare un futuro diverso e più consapevole. “È bastato un attimo a cambiare la mia vita, e ora devo recuperarla. Sono un persona semplice ma mi sento capace di fare cose utili. Ho capito il mio sbaglio e ora ho fiducia nel futuro, ho scelto il corso per diventare meccanico e ho tanta voglia di lavorare”, racconta Ahmed, 18 anni e da più di due recluso nel riformatorio. Romah, 17 anni, esordisce con rancore nel raccontare la sua storia personale, forse ancora non del tutto elaborata. Oggi frequenta le lezioni di meccanica e la sua speranza è quella di uscire dal riformatorio quanto prima.

Due ragazzi del riformatorio di Geref durante il tradizionale fatur

Due ragazzi del riformatorio di Geref durante il tradizionale fatur

“La libertà – ne è convinto – è tutta un’altra cosa”. Omicidi, stupri, furti, risse, probabilmente commessi sotto gli effetti della dipendenza dell’alcool, la cui vendita e consumo sono illegali in Sudan, sono i reati che accomunano i ragazzi dei riformatori. Il loro passato sembra alle spalle e oggi quello che conta è la volontà di recuperare, di poter aver un lavoro e aiutare la propria famiglia una volta riacquisita la propria libertà. Da molti dei racconti che sentiamo emerge proprio il sostegno delle famiglie in questo percorso e il desiderio di ricambiare l’affetto e l’appoggio ricevuti. “Sogno di essere un giorno un bravo elettricista. Sono il più grande di quattro fratelli e voglio ricambiare l’aiuto ricevuto negli ultimi due anni”, ha detto Alì,15 anni, la cui condanna è per furto, anche se lui si dichiara innocente.

Sono solo alcune delle storie di un gruppo di ragazzi poco più che adolescenti che la Cooperazione italiana sostiene, seguendo quello che da sempre ha di più caro: i gruppi più vulnerabili della popolazione.


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Esito gara per la costruzione di strutture sanitarie nella Località di Mafasa – Stato di Gedaref

La Cooperazione Italiana in Sudan comunica che i lavori per la per la costruzione di strutture sanitarie nella Località di Mafasa – Stato di Gedaref, nell’ambito del programma denominato “Improving the Health Status of Vulnerable Populations in Eastern Sudan –IHSVP”, sono stati affidati alla ditta Abo Sora di Khartoum, in data 13/12/2015. Gara IHSVP CW 02 – CIG 6365523F0.

 

Avvio gara per esecuzione di opere di edilizia ospedaliera nella località di Sinkat – Stato del Red Sea (Re – Convocazione)

 

Vista del villaggio di Elygit , Stato di Red Sea

Vista del villaggio di El Geit , Stato di Red Sea

Si rende noto che oggi, 7 Dicembre 2015, la Cooperazione Italiana ha convocato 10 imprese di costruzioni sudanesi, al fine di ricevere la loro migliore offerta per la costruzione e ristrutturazione di strutture sanitarie nei villaggi di Gebeit, El Geit e Arkaweet, tutti situati nella località di Sinkat, Stato del Red Sea, nell’ambito del programma “Promoting Qualitative Health Services in Eastern Sudan“.  Le imprese avranno solo 10 giorni di tempo (trattandosi di un invito replicato per la seconda volta) per presentare l’offerta.  La consegna delle offerte è fissata per il 17 Dicembre 2015, entro e non oltre le ore 17.00 di Khartoum. 

Avvio gara per esecuzione di opere di edilizia ospedaliera nella località di Wasat – Stato di Gedaref (Ri-Convocazione)

 

Vista del villaggio di Heleba – Stato di Gedaref

Vista del villaggio di Heleba – Stato di Gedaref

Si rende noto che oggi, 23 Novembre 2015, la Cooperazione Italiana ha convocato nove imprese di costruzione sudanesi, al fine di ricevere la loro migliore offerta per la costruzione di due unità sanitarie (con relativi alloggi di servizio) nella Località di Wasat – Stato di Gedaref, nell’ambito del programma “Promoting Qualitative Health  Services in Eastern Sudan”. Le imprese avranno solo 10 giorni di tempo (trattandosi di un invito replicato per la seconda volta) per presentare la loro migliore offerta. La scadenza di consegna delle offerte è prevista per il 3 Dicembre 2015,alle ore 17.00 di Khartoum.

“Lavorare insieme per mitigare le situazioni drammatiche”

Alberto Bortolan, director of Italian Cooperation in Sudan (in the center)

L’intervista radiofonica del direttore dell’Ufficio di Cooperazione Italiana in Sudan, Alberto Bortolan, all’emittente australiana SBS Radio, del 26 agosto 2015, nell’ambito del programma “Global Mail. Viaggio nell’impegno italiano del mondo “. Al centro del lungo colloquio le attivita’ della Cooperazione Italiana in Sudan e il nuovo progetto, a gestione diretta,  per disabili e orfani nella citta’ di Khartoum.

 

 

 

 

 

 

Qui potete ascoltare l’intera intervista.