Ben arrivato Partogramma!

i participanti durante il training

Gedaref – Le ostetriche  nelle attivita’ di formazione

Definito nell’uso corrente da Philpott e Castle nei primi anni 70 per facilitare il lavoro delle ostetriche, il partogramma consiste in una registrazione grafica dell’andamento del travaglio. Tale modalita’, priva dell’utilizzo di macchinari, permette un monitoraggio del periodo precedente il parto: si inizia, infatti, con la registrazione dei dati quando la donna raggiunge una dilatazione di 4 cm.
In Sudan, secondo i dati della World Bank relativi al 2015, il tasso di mortalita’perinatale, relativo alla mortalita’ fetale dopo la 28esima settimana di gravidanza e a quella neonatale registrata nelle prime 24 ore di vita del bambino, e’ del 3%. Questo pero’ e’ un dato che accomuna sia i parti in zone urbanizzate che nelle aree rurali: proprio nelle seconde, nella maggior parte di casi prive di strutture e personale qualificate, e’ facile ritenere che il dato sia molto piu’ alto. Proprio attraverso l’introduzione del partogramma nelle aree rurali, la Cooperazione Italiana, vuole contribuire a ridurre questo dato, che comunque e’ sceso di un punto negli utimi 26 anni. Nel 1990, infatti, la World Bank registrava infatti il 4% il tasso di mortalita’ perinatale.

Un esempio del partogramma  tradotto in arabo utilizzato nei corsi

Un esempio del partogramma tradotto in arabo utilizzato nei corsi

Il format cartaceo e’ stato standardizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’, tra gli anni ’90 e 2000, ma non e’ stata prevista la traduzione in arabo. In Sudan, i medici durante il loro percorso di studio imparano ad utilizzare il partogramma, ma questa conoscenza teorica spesso ha difficoltà ad essere messa in pratica, essendo le ostetriche a seguire i parti fisiologici (normali). Il limite linguistico rende, infatti, difficile la compilazione del partogramma in inglese. La Cooperazione Italiana insieme al Ministero statale della Sanita’ di Gedaref e del Red Sea ha provveduto sia alla traduzione in arabo del modello, sia alla preparazione di una piccola guida alla compilazione, con lo scopo di diffondere il suo utilizzo a tutte le figure sanitarie responsabili della salute materno infantile.
La misurazione di diversi indicatori, come la dilatazione della cervice, lo stato delle membrane (se rotte o integre), la pressione arteriosa della mamma, la posizione della testa del feto rispetto al canale del parto, il battito cardiaco del feto e della mamma, il colore del liquido amniotico, la descrizione delle contrazioni, viene effetuttuata a intervalli regolari durante il travaglio al fine di individuare il prima possibile eventuali anomalie sia per la mamma che per il bambino.

La struttura grafica del partogramma aiuta l’operatore sanitario a monitorare visivamente l’andamento del travaglio e a intervenire tempestivamente in caso di anomalie, al centro del grafico si trovano due linee una linea di Alert,che suggerisce la chiamata del Medico o la disposizione per un eventuale trasferimento, una linea di Action,che suggerisce un intervento immediato.
“L’utilizzo del Partogramma si rivela fondamentale perchè permette un’immediata comprensione dell’evoluzione del travaglio ed una precoce individuazione di un eventuale travaglio prolungato, inoltre rappresenta un efficace mezzo di scambio di informazioni tra operatori sanitari” (Raccomandazione WHO).
Un primo training di formazione ha avuto luogo nell’Ospedale materno infantile di Gedaref, coinvolgendo venti dottori e venti ostetriche. Presente in aula durante le lezioni, il dott. Valerio Pastori, staff AICS, insieme a tre ginecologi dell’Ospedale che hanno tenuto il corso di formazione: registrazione dei dati e compilazione del grafico. L’utilizzo appropriato del modello grafico del partogramma e’ la chiave vincente per prevenire ed essere preparati ad affrontare complicazioni durante il parto.
Dopo il lavoro svolto presso lo stato di Gedaref, altri due training di formazione hanno avuto luogo presso gli ospedali Materno infantili di Sinkat e Port Sudan, nello Stato del Red Sea. I corsi erano destinati a cinquantatre medici e ventisei ostetriche, nei sei ospedali di riferimento per il sistema del trattamento delle emergenze ostetriche (EMOC) delle localita` di Sinkat, Swakin e Port Sudan, aree target delle iniziative sanitarie della Cooperazione Italiana. Il Dr. Mohamed Ali e la Dr.ssa Sarah Saad Aldin, ginecologi formatori sostenuti dalla presenza del dott. Valerio Pastori e del Medical Officer Riccardo Lazzaro, staff AICS, hanno portato a termine i due cicli da sei incontri al fine di introdurre questo nuovo strumento nella routine della sala parto dei sei ospedali.
Le formazioni dello Stato di Gedaref e del Red Sea sono avvenute nell’ambito del progetto “Sostegno allo Sviluppo dei Sistemi Sanitari degli Stati di Gedaref, Red Sea e Kassala ed Integrazione al Programma di Cooperazione Delegata UE” dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Dottore Valerio Pastori con le ostetriche durante il training

Il dott.Valerio Pastori insieme alle ostetriche durante le lezioni 

A discapito di qualche resistenza iniziale sull’uso del partogramma, l’iniziativa ha avuto un buon esito e tutti i partecipanti si sono dimostrati contenti aver avuto l’opportunita’ di imparare qualcosa di nuovo. Dallo stato del Red Sea, il collega AICS Riccardo Lazzaro fa sapere che, dopo la formazione, la dott.ssa Iclass Bady, direttrice dell`ospedale materno infantile “Teaching Obstetric Hospital” di Port Sudan, ha richiesto l`inserimento immediato nella cartella clinica del nuovo partogramma WHO nella struttura, sia in lingua inglese che in arabo. “il Partogramma e` uno strumento semplice ma fondamentale per la prevenzione delle emergenze ostetriche, specialmente in aree rurali dove la carenza di personale preparato rende fondamentale l’individuazione precoce di eventuali problemi come l`eclampsia, il parto lento e la sofferenza fetale” ha spiegato la direttrice motivandone la richiesta di utilizzo.
Una seconda testimonianza del successo della iniziativa arriva da Elisa Edimond, coordinatore dello Stato di Gedaref per i programmi sanitari della Cooperazione Italiana in via delegata. Entrando nella sala travaglio dell’ospedale, qualche giorno dopo la fine del corso, Elisa ha trovato i primi partogrammi compilati allegati alle cartelle delle pazienti in travaglio, raccontando anche di un’immagine che lascia ben sperare: quella di due dottoresse che stavano aiutando un’ostetrica con partogramma alla mano, mentre si esercitava nella compilazione!

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese, Arabo

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